Deragliatore posteriore

Deragliatore posteriore

Consigli per i neofiti della bicicletta: uso del cambio.

La funzione principale del cambio in una bicicletta, è quella di variare la resa della pedalata del ciclista, trasformando in maggiore velocità o minore fatica l’energia che ognuno di noi riesce a sviluppare pedalando.

Il cambio è un prodigio meccanico, come tutta la bicicletta del resto, che attraverso la catena e le differenti combinazione di rapporti, mette in relazione le corone anteriori con i pignoni posteriori. (a volte chiamati anche “velocità” da cui l’indicazione 6v, 7v….11v, dove il numero indica la quantità numerica e v sta appunto per “velocità”)

Esistono le combinazioni di rapporti lunghi, o duri, che dir si voglia, adatti alla pianura, alla discesa alle prove a cronometro, e i rapporti corti, o agili, per le partenze, le salite, gli scatti.

Le corone sono quelle anteriori, solidali con le pedivelle dei pedali, in genere sono due, o tre, abbinate ad un numero di pignoni al mozzo posteriore, variabile da 6 a 11. Le city-bike spesso montano una corona singola abbinata a 6 o 7 pignoni. A seconda della tipologia di bici (corsa, MTB, city o ibrida), il numero di denti di ogni corona, varia da 30 a 53
(54 o addirittura 56 per le prove a cronometro). I pignoni sono quelli posteriori, montati sul mozzo della ruota posteriore. anche qui a seconda della tipologia e dell’uso che si fa della bicicletta, vanno dal più piccolo a 9 (da pista) o 11 denti al più grande (da MTB) a 32 o 34. I pignoni (o velocità) possono essere 6, 8, 9, 10 o anche 11. L’abbinamento delle diverse combinazioni corone/pignoni offre ad ogni ciclista una varietà di rapporti per affrontare lunghe distanze, salite, discese, vallonati etc. etc

Posso usare qualunque corona con qualunque pignone?
No! Soprattutto se la corona è tripla (tre differenti ruote dentate anteriori) si deve avere l’accortezza di usare i pignoni più piccoli con la corona più grande, i pignoni centrali (escludendo solo i due estremi) con tutte e tre le corone, i pignoni più grandi, con la corona più piccola.

Quali sono i rapporti lunghi?
Quelli più faticosi da spingere, per questo detti anche rapporti duri. Consentono con un giro di pedali di avere la massima resa in termini di metri di avanzamento. Non vanno bene in salita, non vanno bene per la partenza, sono molto faticosi controvento, vanno bene in discesa, vanno bene quando si è lanciati e si vuole battere il proprio personale “record dell’ora”. Tipico rapporto lungo il 53 (denti della corona) x12 (denti del pignone).

Quali sono i rapporti agili?
Quelli da usare in salita, quelli che grazie alla demoltiplicazione consentono di pedalare anche sulle salite più ripide (se il fiato ce la fa). Sono le combinazioni tra le corone piccole e i pignoni grandi. Tipico rapporto agile, per bici da corsa, il 34 (denti della corona) x 27 (denti del pignone).

Ma come faccio a capire quali rapporti devo usare?
Lo si scopre solo pedalando. Ma facciamo degli esempi sul cambio di una MTB a 27 rapporti, quindi tre corone (30-38-44) x 9 pignoni posteriori (12-13-15-17-19-21-24-28-32)

In pianura si può usare anche il rapporto più duro 44×11 (50 o 53×12 sulle bici da corsa) riuscire a “spingerlo” per vari chilometri è questione di attitudine e allenamento. Attenzione che spingere rapporti duri, se è vero che offre la possibilità di velocità elevate, risulta molto stancante a discapito della resistenza sulla distanza. Soprattutto se non allenati, dopo pochi chilometri si resta senza energie.

In salita si deve “sentire” il rapporto giusto per le proprie gambe e il proprio fiato, in funzione della pendenza affrontata. Non c’è una regola precisa, se non quella di pedalare sempre agili, per non affaticarsi troppo presto. Ma troppo agili, con le gambe che “mulinano” esageratamente sui pedali, si rischia l’affanno di fiato. E allora? come diceva Leonardo: “la scienza è figliola dell’esperienza”.

Ma quando devo cambiare rapporto?
Mai sotto sforzo, perché si rischia il blocco della catena e una quasi inevitabile caduta. Il cambio di rapporto deve prevenire l’azione e lo sforzo. Si deve cambiare un attimo prima dell’azione che si tratti di scatto, del cambio di pendenza in salita, o quando si vuole uscire dalla scia e lanciare la volata. Fondamentale non aspettare che le gambe non ce la facciano più per cambiare, recuperare quell’attimo di affaticamento diventa difficile con implicazioni sul battito cardiaco e il fiato.

Si cambia con gesto secco e deciso, spostando la catena verso il rapporto più agile o più duro a seconda della tattica o delle condizioni del terreno. I moderni cambi “a scatti progressivi” facilitano molto.
Da evitare come la peste il cambio con catena in forte trazione, se va bene c’è solo un gran rumore di ferraglia (e gli organi della trasmissione ne risentono), se va male s’incricca tutto e ci si blocca, se va malissimo si può anche rompere la catena.

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