stop arrogance think bikeNon pretendiamo che tutti usino la bicicletta, ne  che si focalizzi l’attenzione solo sulle piste ciclabili o sui diritti, a volte senza doveri, dei ciclisti; noi oggi ci poniamo come obiettivo la riduzione della sedentarietà e dell’abuso individuale del motore. L’uso smodato del motore non è oggi più in grado di garantire la mobilità promessa negli anni del suo esaltante approccio al mondo; la bicicletta non può e non deve pretendere di essere la vera e sola alternativa, ma può essere  un valido “complemento” alla mobilità individuale. Muoversi senza l’ausilio di un motore, ogni volta che ciò è possibile (e i casi non sono pochi) è utile all’aria di tutti e aiuta a mantenersi in forma. Noi vogliamo invitare a riscoprire la bicicletta e il romanticismo del chiaro di luna, quel chiaro di luna che i futuristi volevano uccidere, ispirati dalla modernità del motore, del volo, della velocità.

Oggi che il motore è, in alcuni casi, vittima del suo stesso successo, rivalutiamo il chiaro di luna insieme all’incedere elegante, discreto, contemplativo di una silenziosa e agile bicicletta, come gentile controcanto alla mobilità fraccassona e spesso arrogante del motore. Non vogliamo assistere inermi al declino del bello e del paesaggio italiano, della reciproca cortesia e delle radici culturali. Vogliamo affermare l’identità della bicicletta per quello che esprime: libertà, benessere, buon umore e amicizia. Carpe diem, noctem quoque.

Un ciclista Turbolento.


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