Ci sono fuoriclasse, talvolta definiti geni, che intuiscono, risolvono, che creano e che volano… o che progettano di poterlo fare… e talvolta è impressionante, a vedersi, la facilità… la familiarità con cui affrontano e superano sfide ai più, solitamente, inimmaginabili.

E’ dal Porto Canale di Cesenatico che quest’anno partirà la Chase The Sun e, sebbene ancora con tutta la strada davanti, è proprio su questo punto di partenza che sarà bello soffermarci. Un Porto Canale dalla suggestione visiva immensa, che cela con se un segreto neanche tanto tale, lo zampino di Leonardo Da Vinci nella sua progettazione.

Cesenatico: il porto canale.

Un Porto che porta con se il fascino della  traccia, invisibile e indelebile al contempo, di un uomo geniale, che oggi “ricordiamo” immenso, che oggi ricordiamo ai limiti del trascendente. La parola trascendente non è scelta a caso: è acclarato che Leonardo Da Vinci elaborò, sulla base di un’intuizione (e forse di una speranza) diversi progetti e più prototipi di macchinari che dessero all’uomo la possibilità di volare, di volare in cielo, un po’ più vicino al sole.

Dove nasce questo progetto? Se vogliamo questo progetto nasce nella testa di un viaggiatore, di un avventuriero… di un viaggiatore che riusciva a raggiungere mete e vette inesplorate, stando fermo sulla sua sedia.

Quest’idea (quasi da inquisizione) passa per la testa di un uomo che nasce ad Anchiano nell’aprile del 1452, Leonardo, e ad Anchiano nel 2019 ci passeremo anche noi, circa a tre quarti della nostra sfida al sole. Forse rinascendo anche noi un po’, proprio li, con una vetta scalata alle spalle e un traguardo che si inizia ad avvicinare.

Un’idea di bicicletta, molto prima della sua realizzazione tecnica

… eppure c’è qualcosa che non torna: a riscoprire le opere di Leonardo oggi c’è da stropicciarsi gli occhi per la versatilità, per la varietà, per l’utilità come anche per l’estetica ma davvero c’è da interrogarsi su cosa sia la genialità e da dove provenga… ed è facendo questo che abbiamo rintracciato il progetto (di probabile autenticità) di una bicicletta.

Un modello in scala di ciò che di più vicino ci potesse essere all’epoca, a quella che noi oggi chiamiamo bicicletta, della paternità di Leonardo.

Davvero qualcosa non tornava, ad ammirare “solo” il risultato di una vita di invenzioni e studi… ed eccoci fornita la risposta, quantomeno una: forse genio è chi pensa in grande e progetta una macchina volante, che funzioni o no. Perché a monte ha pensato a ciò che concretamente circondava e avvolgeva la sua vita: le colline, la ghiaia, le strade, e ha progettato una “semplice” bicicletta.

… e se Leonardo ha dimostrato grande valore intraprendendo uno straordinario viaggio di scoperta, il nostro viaggio sarà alla scoperta di noi stessi, alla scoperta di risultati inaspettati e di limiti fondamentali per capirci, alla scoperta di un universo che ci circonda, immenso, e col quale vorremmo confrontarci da straordinari esseri umani: tra un inizio e una fine.

Dello stesso autore, leggi anche “il sole, il tempo, il sogno

Articolo pubblicato anche su Cyclist Italia di Aprile


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