Inizio della storia: da Gino fans Club a Turbolento

 

 

1991 nasce il Gino Fans Club. Iniziativa goliardica di un gruppo di amici “pubblicitari” per pedalare insieme. In comune la passione per la bici e per Cinelli.
1993 nasce il logo Turbolento e il primo programma annuale di uscite.
1995 si costituisce con atto notarile l’Associazione Sportiva Dilettantistica TURBOLENTO VELOCLUB MILANO. Più che un semplice veloclub, uno stile di vita, di sport e di lavoro. Motto dell’associazione: carpe diem noctem quoque. Ovvero: cogli l’attimo, afferra ogni momento del giorno e anche della notte.

Leone Tolstoj un giorno ha detto: “Tutti vogliono cambiare il mondo. Nessuno è disposto a cambiare sé stesso.” Noi ci siamo detti: “Non aspettiamo che il mondo cambi, mettendoci nelle giuste condizioni per pedalare. Cominciamo a cambiare noi stessi salendo in bicicletta”.

Turbolento non è solo un Veloclub,  ma un modo di intendere la vita, con impegno, preparazione e responsabilità; con energia, disponibilità e intelligenza. Con il giusto rispetto per la propria e l’altrui natura. Muoversi in bicicletta, significa anche diventare parte dell’ambiente, imparando a rispettarlo di più. E questo ci sembra già un bel cambiamento, positivo.
Che cosa facciamo? Organizziamo grandi e piccoli eventi in bicicletta; sogniamo, immaginiamo e disegniamo percorsi per girare il mondo in bicicletta e per alimentare la nostra cycling community e la nostra storia.

Profilo del ciclista Turbolento (19.7.94)

Il ciclista Turbolento vive e pedala in modo energico. Trova soddisfazione in ciò che fa, ma il desiderio del nuovo non è mai appagato. Vuole continuamente scoprire e curiosare. Si realizza nel produrre e consumare energia per sé e per gli altri. Nella fatica fisica migliora sé stesso e si avvicina alla saggezza. E’ competitivo, nell’assoluto rispetto sia della natura che dell’uomo. E’ esigente con se stesso in primo luogo e con gli altri di conseguenza. Crede nei valori tradizionali, ma sostiene il progresso, la tecnologia e l’innovazione quando contribuiscono a migliorare il mondo. Crede nell’immaginazione come fonte primaria di progresso. Non si ferma alla semplice conoscenza delle cose, ma approfondisce. Non fa nulla tanto per fare. E’ un po’ filosofo e un po’ materialista. Sa aspettare. Possiede un elevato senso del dovere ed un altrettanto forte senso del piacere. Si realizza nelle cose difficili. Ama e rincorre continuamente l’efficienza, ma non perde la propria lucidità nel caos. Odia tre cose soprattutto: la pigrizia, l’ottusità e l’ignoranza. Carpe diem, noctem quoque.

 

STORIA IN BREVE

L’idea primordiale scaturisce in modo informale nel giorno mondiale degli scherzi, il primo d’aprile del 1991, con il nome provvisorio di Gino Fans Club. Con questa “insegna” la premiata ditta organizza la prima uscita nell’Oltrepo Pavese, il 21 settembre 1991. Destinazione il Passo del Carmine-Ruino, Special Guest l’Olimpionico Marino Vigna (Giochi di Roma 1960). Ventuno i partecipanti, molti pedalavano in “scarp de tenis” e maglietta di cotone. Sulla scorta dell’entusiasmo di quella pedalata, è scattata la volontà di costituire una vera associazione. La nascita del nome e logo Turbolento è del 1993, la costituzione ufficiale della ASD, con atto notarile, è del 21 marzo ’95

 

L’articolo 1 dello statuto costitutivo, esprime adeguatamente lo spirito che anima l’associazione.

“E’ costituita, con durata illimitata e senza scopo di lucro, un’associazione sportiva e culturale denominata Turbolento Veloclub Milano, con l’obiettivo di perseguire il benessere e la forma fisica dei soci, oltre che migliorare il loro equilibrio fisico e mentale tramite l’organizzazione e la promozione della pratica del ciclismo turistico e sportivo, e dello sport in genere a livello ricreativo, turistico, agonistico o semplicemente ludico. Motto dell’Associazione è: Carpe diem, noctem quoque.”
La storia continua.

 

MAGGIORI DETTAGLI

1991-1999
Nei primi anni della nostra storia ci limitiamo ad organizzare l’attività del gruppo, nel ’95 con la costituzione ufficiale lanciamo la Gran Fondo delle Orobie, tra le prime GF a nascere nel settore bici da strada. Partenza e arrivo a Selvino in occasione della tappa a cronometro del Giro d’Italia. A settembre la raccolta di firme (10.000 in 4gg) e il comitato “rimettiamolo in pista” per il recupero del Velodromo Vigorelli. Nel ’96 per Telepiù2
realizziamo “Turbolento il Ciclismo Amatoriale”, trasmissione settimanale di 30’ dedicata al mondo delle Gran Fondo. In onda in chiaro il sabato a mezzogiorno in replica il mercoledì. Nel ’97 l’Associazione Nazionale Atleti Azzurri d’Italia ci chiede un progetto per il rilancio della manifestazione “Milano che Pedala” da loro ideata nel ’75. Ci impegnamo per un quadriennio, con l’obiettivo di portarla a 10.000 partecipanti. La prima edizione “turbolenta” nel ’96, ha visto partire dal Vigorelli 1200 ciclisti. L’obiettivo dei 10.000 è stato superato nel 2004.
E’ dell’aprile ’98 la 4^ e ultima GF delle Orobie. Con questa edizione chiudiamo il capitolo Gran Fondo, non condividendo ciò che il mondo del ciclismo amatoriale sta diventando. Turbolenti sono gli amatori, i cicloturisti e in genere tutti i viaggiatori a pedali tendenzialmente esploratori, girovaghi, curiosi. Scegliamo dunque di coltivare e promuovere il nostro spirito diversamente amatoriale.

2000-2009
La storia prosegue e la nostra attività è quasi esclusivamente organizzativa nell’area milanese. Ci dedichiamo alla vita di Club, all’organizzazione delle manifestazioni Milano che Pedala e PedalatAzzurra con molte attività collaterali: il Club delle Famiglie Sportive con gli Open Day della Centrale del Latte di Milano, Amici di Bici per raccogliere le bici da bambino inutilizzate inviate dal PIME a bambini meno fortunati, lanciamo MILANOBICI, il tabloid che “esce quando riesce”, che poi diventa (dal 2001) il sito turbolento.net, la testata si trasforma nel MilanoBiciFestival, rassegna milanese settembrina per promuovere l’utilizzo della bicicletta (2003-2005).Milanochepedala supera i 5.000 partecipanti, la presentazione ufficiale si sposta in Sala Alessi a Palazzo Marino, la Pedalatazzurra sfiora i 2.000 partecipanti in Maglia Azzurra. Pubblichiamo le nostre prime iniziative editoriali. Nel 2002 esce la raccoltasulle strade della PedalatAzzurraitinerari per adulti e bambini alla scoperta dei Navigli. L’uscita di una recensione apparsa sul Corriere della Sera provoca 100.000 contatti in due soli giorni sul sito e una raffica di richieste del cofanetto, che viene mandato in ristampa. Nel 2003 esce “LOMBARDIA CHE PEDALA un lungo percorso ciclo-turistico da affrontare a tappe. Da Milano fino al mare Adriatico lungo il Lambro e l’argine maestro del Po. Oltre 400 chilometri alla portata di tutti. Roadbook tascabile, stampato in 60.000, presentato alla BIT.

Nascono così Le Strade Zitte che oggi sono oltre 150 itinerari scaricabili gratuitamente all’indirizzo lestradezitte.it Abbiamo messo in fila qualche migliaio di chilometri di piccole strade di campagna, quelle che non hanno più niente da dire al traffico motorizzato, se non a qualche lento mezzo agricolo che le attraversa da un campo all’altro. Strade dove è facile incontrare qualche anziano pedalatore solitario, dall’incedere lento, pensieroso, in magica armonia con il suo ambiente. Un ambiente dove l’aria e il tempo sembrano talmente fermi e silenziosi, da non riuscire più a cogliere la differenza tra la domenica e gli altri giorni. Dove i colori netti e i rumori insoliti, per gli occhi e le orecchie della gente di città, sono una continua, inesauribile e rilassante scoperta. Dove il silenzio lascia spazio al rumore dei propri pensieri e ogni piccolo rumore esterno non è un fastidio, ma una piacevole compagnia. Queste sono le nostre Strade Zitte. Pubblicate in rete, per la nostra Cycling Community.

Esce anche la “guida all’uso della città a piedi e in bicicletta” Strade, piazze, luoghi d’arte, parchi, spunti e suggerimenti, trucchi e scorciatoie per muoversi in agilità, lungo un itinerario ciclo-pedonale cittadino, in formato tascabile con cartina. In collaborazione con il Comune di Milano.

E’ l’anno del gemellaggio della Milanochepedala con il Tour de l’Ile de Montreal, del record di partecipanti alla PedalatAzzurra, oltre 2.000 atleti azzurri invadono le piccole stradine di campagna a ovest di Milano, tra Navigli e Parco del Ticino. Della prima rappresentanza italiana alla Cape Argus Pick’nPay CycleTour di CapeTown.

Nel 2004 e 2005 il Giro d’Italia Femminile ci affida l’organizzazione della tappa conclusiva a Milano. Carosello di arrivo attorno a Castello Sforzesco e Parco Sempione. E’ una esperienza importante che aggiunge valore alla nostra storia.
Milano che Pedala compie 30 anni. Un’altra bella storia. Molte le iniziative speciali: la cicloturistica veloce da Milano a Castellania, Milano che Pedala coi lupi, di notte al Bosco in Città con gli amici del Torrevilla MTB Club, la Milano che Pedala con Topolino, inserita nel progetto Topolino Sport insieme al famoso Trofeo Topolino di sci.

Nel 2006, convegno dedicato al Cicloturismo DOQ Incontro-conferenza sul tema della sicurezza, piacevolezza, qualità organizzativa, regolamenti, condizioni di partecipazione, tesseramento, responsabilità degli organizzatori e dei partecipanti, sensibilizzazione alla responsabilità partecipativa, vincoli viabilistici. L’itinerario cicloturistico come metodo di promozione del territorio e delle sue tipicità; come si deve costruire un itinerario; muoversi con una mappatura mentale da ciclista; dall’esperienza cicloturistica su lunghe distanze, alla mobilità ciclabile nelle grandi città. Nel 2007, convegno I Paesaggi di Lombardia in Bicicletta Incontro/conferenza promossa da Regione Lombardia per presentare il sistema della rete ciclabile regionale.
Nel 2008 e 2009 lanciamo T’aggiustoio – il primo servizio di riparazione biciclette a domicilio, con prenotazione su internet; nasce Turbolento Running Club; insieme a FCI e TCI viene definita la convenzione con Trenitalia Direzione Regionale Lombardia per il trasporto delle bici sui treni, 450.000 tesserati possono usufruire delle tariffe convenzionate, apre a Milano in via Goito 5, il VeloStore Turbolento.

2010-2018
A giugno 2011 organizziamo la Carovana Cicloturistica del TCI da Milano a Roma. Nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Con la Carovana Ciclistica il Touring “ritorna in sella”. Nel 2012 e 2013 il Centro Studi e Turbolento lavorano a due progetti di Parchi Cicloturistici: nell’area del Chianti dei Colli Fiorentini e nell’area dei Navigli.
Nel periodo 2014-2016 lanciamo i VeloTours, i viaggi-evento del VeloClub. Da Milano alle Cinqueterre, Tour del Salento, Pisa-Ascoli, la prima coast-to-coast Turbolenta da Gabicce a Bolgheri. All’estero con la Paris to London e la Ride London.
Nel 2017 proponiamo in Italia CHASE THE SUN, la più romantica sfida ciclistica su lunga distanza. Nel giorno più lungo dell’anno, inseguendo il sole da est a ovest, dall’alba al tramonto, da costa a costa. Da Cesenatico a Tirrenia. Si replica nel 2018 raddoppiando il numero dei partecipanti. A Milano proponiamo MilanoGravelRoads, la prima gravel con partenza e arrivo in città (Canottieri San Cristoforo).

 

La storia continua.

Stiamo lavorando alla Chase the Sun 2019, alla Piccola Gravel di Primavera (nuovo percorso MilanoGravelRoads), ai corsi di MTB per bambini, bambine, ragazzi e ragazze con i Maestri AMIBike, agli open training e alle Club Ride. E anche alla seconda edizione della madre di tutte le gravel: la Gravel di Milano di fine ottobre sul percorso da 160 chilometri. Oltre a qualche altra piccola cosa, come la “merenda col buco, ciclomeccanica per bambini” e altro che per il momento preferiamo non svelare.

Turbolento, giuridicamente, è una Società Sportiva Dilettantistica a Responsabilità Limitata, riconosciuta dal Coni, affiliata UISP. Iscritta al registro imprese di Milano 2023172/2013 con la ragione sociale Turbolento Thinkbike SSDaRL e un capitale sociale, interamente versato, di 75.000€ 

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