Winter-training alle porte di Milano

Cinelli Zydeco

Un percorso breve, nervoso. 48 km di pianura assoluta. Poco più della metà su strada, il resto sterrato. Nel complesso abbastanza gravel, ottimo allenamento invernale per quando, col freddo, si cerca l’intensità breve dello sforzo, senza soste per non raffreddarsi, magari nelle ore centrali e più calde (o meno fredde) della giornata. Una ottima alternativa, o integrazione, all’allenamento in palestra. Perfetto con una bici come la Cinelli Zydeco

E’ un giro bonsai, contorto quanto basta per avere continui rilanci. Ottimo per il winter-training. Compreso tra la Barona, Assago, Buccinasco e Trezzano. Il punto più distante dalla città è Gaggiano. Da qui si prende la solita, classica, diritta e assai frequentata, ciclabile lungo il Naviglio Grande per rientrare in zona Canottieri.

Punto di ritrovo e partenza, la chiesetta di San Cristoforo al Naviglio Grande. Invece di uscire lungo l’alzaia costeggiando il canale, si attraversa il ponticello in ghisa per prendere via Pestalozzi, uscendo quindi dalla Barona. Alcuni definisco questo winter-training tour, il Cross Country della Barona.

In pochi minuti si abbandonano i confini della città, trovandosi in luoghi sospesi tra periferia urbana e campagna. Un territorio tra mistero e degrado, campi di calcio e aree tra l’abbandono e l’attesa. Attesa di una futura, più o meno probabile, rigenerazione urbana. Ancora qualche moderno palazzo, qualche tentativi di valorizzazione di improbabile successo. Un paio di ex-cascine recuperate ad una insolita eleganza tra città e campagna, un ultimo giardinetto…poi campi, cave, elettrodotti, e una strada che zitta, zitta, attraversando il Parco della Barona, ci porta a sud-ovest verso il Parco Agricolo Sud Milano. Direzione Assago, Buccinasco, Corsico, in un dedalo di confusi confini comunali, dove i migliori riferimenti restano i nomi delle cascine: Cantalupa, Bazzana, Molino Doppio, Molino Bruciato, Bazzanella, Molinetto…poi una frazione, di Buccinasco, Gudo Gambaredo. Con la storica trattoria Santoro. Lui il Signor Santoro offrendoci un salame d’asino ci racconta degli oltre cento anni di quel posto. Vedendoci vestiti da ciclisti si lascia andare, sfoderando la sua amicizia con un vecchio ciclista. Con timidezza ci fa il nome: Sante Gaiardoni. Un ciclista? un monumento del ciclismo mondiale, gli diciamo noi. E scopriamo che in sala (noi ci siamo fermati al bancone del bar) ci stanno foto del Vigo e altro. Che mondo. Dopo la chiacchierata con degustazione di pane e salame salutiamo il gentilissimo Santoro e via verso i laghi, ex cave ora attrezzate con chioschi e pesca sportiva.

Una gravel “bonsai”

Fino a qui vi siete scaldati, da qui partono i primi tratti sterrati per il vostro winter-training. Da Gudo inizia il primo tratto sterrato a cui ne seguono altri scovati tra cave, fontanili, risaie, forse qualche marcita e cascine: Villandolo, Doresano, Segrona… aziende agricole perfettamente operative in questa porzione di pianura ad uno sputo dalla metropoli più piccola del mondo. Milano.

Prima di lasciare la frazione di Gudo, una piccola divagazione sterrata per arrivare fino al vecchio fontanile a nord delle vecchie cascine. Seguire la traccia gpx. Per raggiungere il fontanile si deve percorre un tratto di circa 300m sia in andata che in ritorno. Non ci sono alternative.

E ancora cascine: Torre, Tavernasco, Viano, Femegro. E Tainate, più che una cascina un agglomerato. Ci si arriva su sterrato, se ne esce ancora su sterrato. Un lungo rettilineo dal quale si ammira il lungo fronte della cascina Grande di BArate. Nei giorni limpidi d’inverno è incorniciata dal profilo del Monte Rosa. Ci avviciniamo a Gaggiano. Di nuovo sterrato, un piccolo slalom tra una roggia ed una sbarra richiede attenzione e abilità. Ottimo esercizio per imparare bene la conduzione del mezzo meccanico con cui vi state divertendo. Cascina Cattabrega e ancora sterrato poi il cemen-pavè della Madonna del Dosso. Altitudine 150 cm sul livello del Naviglio Grande. Una minuscola chiesetta circondata da piante e cespugli di pianura, rialzata rispetto al piatto assoluto che la circonda. Lo sguardo improvvisamente spazia come da un basso argine. Emergono cascine e qualche altra rara pianta. Il resto è riso, foraggio, rogge, campagna e piccole strade. Una grande piatta, un sogno di pianura e biciclette, da cui si erge, a nord, lo sky-line della città.

Cippo a Rosate

Nascosti, timidi e timorosi, ma ancora forti e immobili una serie di cippi, ormai sepolti sotto rovi ed altra varia e incolta vegetazione. Indicano da sempre, con granitica precisione la strada. Non solo, anche i dati per il corretto orientamento, quanti chilometri per le differenti destinazioni da ogni cippo. Peccato che non vengano valorizzati. Farebbero ancora bella presenza in questo paesaggio di pianura. Certamente meno invasivi di tanta inutile segnaletica.

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MAPPA E TRACCIA DEL PERCORSO

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