The way we were

The way we were

Oggi mi sento una Bootleg. Una Bootleg? Si, una Bootleg… non ho voglia di uscire nel solito modo, tutti in fila, uno dietro l’altro sempre al massimo, guardando solo la ruota di chi mi precede, per stare nella scia. Oggi scelgo di uscire dalla scia. Free-ride, esco dal branco. Voglio guardarmi intorno, godermi l’aria in faccia, decidere io che cosa è qualità e cosa non lo è, per me. Voglio cambiare ritmo e andatura nella pedalata, stile e tono nella vita…

Sarò solo? La mia Bootleg mi farà compagnia. Abbasso la velocità media? Echissene…..il telaio è un po’ più pesante? Vado più piano e mi guardo intorno, riscoprendo il sano gusto della contemplazione, il senso del viaggio per scoprire. Il piacere di andare, più di quello di arrivare. E pensare di fermarsi …solo davanti al mare.

Partire sapendo perché, ma senza conoscere il dove. Arrivare con più esperienza di prima. Dice il maestro Zen: “ nulla sarà più lo stesso dopo il
dialogo”. Dice il maestro Bootleg: “Sali in sella se vuoi davvero cambiare te stesso”. Non si capisce quanto può cambiare il mondo e la vita, finché non si prova la “prospettiva bicicletta”.

E Bootleg in questo è un po’ più bicicletta, rispetto alle altre. E’ qualcosa di più: è un attrezzo multi-funzione per scoprire il mondo, un modo nuovo di stare al mondo e intendere la strada, qualunque essa sia, asfalto, sterrato o pavè.

Non fa differenza, la differenza è prima nelle gambe, poi nei pensieri. Che si connettono con la strada e con il paesaggio di cui diventiamo parte, finalmente non più invadenti, occupanti, utenti, consumatori, ma parte di un positivo, magico, infinito e coinvolgente equilibrio cosmico.

La bicicletta, non solo la Bootleg, è un modo naturale e spontaneo per stare fuori, fuori davvero, non solo col pensiero. Sa essere subito, nel giro di pochissimi chilometri, la fedele compagna di strada e di gioco per tutti gli adulti che “non hanno perso per strada il bambino che sono stati” e che in molti casi, con orgoglio, vogliono ancora essere.

Se Peter Pan invece di un vascello volante, avesse avuto una bicicletta, sicuramente sarebbe stata una Bootleg: che altrettanto bene lo avrebbe fatto volare. Bootleg è, quasi sicuramente, l’unica bicicletta in grado di portarvi fino all’isola che non c’è, ed è l’unico veicolo, oltre al saper volare, ammesso su quell’isola.
Non è solo una bicicletta è uno stile, un sentimento grande e sincero. Un modo per trasformare una semplice pedalata in un’opera d’arte, di quell’arte che più ci piace, non canonizzata da critici e opinionisti, senza testimoni famosi, quell’arte con cui riusciamo, giorno dopo giorno, negli anni a instaurare un vero rapporto, l’arte nella sua forma più vera, spontanea e diffusa: l’arte di vivere. Difficile? Non saprei dire, ma Bootleg, seppur non basta, di certo aiuta. La vera fuga non consiste nello scappare, ma nel pedalare fino al pensiero più puro. E tanto più lontano dal solito, riusciranno a portarti le tue gambe, tanto più utile e bella sarà quella fuga. Troppe cose e troppi impegni ingombrano la mia vita, solo sulla strada……

                                

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