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Raduno Turbolento al Colle del Nivolet

E’ uno dei luoghi più belli delle Alpi italiane. Nonostante la definizione riduttiva di “colle”, è un passo alpino di prima categoria per dislivello, pendenza e quota raggiunta in vetta. Un valico “ciclo-pedonale” che unisce Torino alla Valle d’Aosta, in particolare Ceresole Reale alla splendida Valsavaranche. La quota del “colle” è di poco superiore ai 2.600m, esattamente 2612mslm. Siamo all’interno del Parco Naturale del Gran Paradiso, in uno dei luoghi meno contaminati delle Alpi. Dal punto di vista naturalistico e paesaggistico è un vero incanto. E noi aggiungiamo che, anche dal punto di vista ciclistico, è una salita evocativa, iconica, indimenticabile. Il Giro non ci è mai passato, ma logisticamente un arrivo di tappa al Nivolet risulterebbe di difficile gestione e anche di impatto ambientale, seppur temporaneo, non proprio neutro.

Con bici da strada la salita si affronta da Courgnè, quota 400mslm circa, oppure da Locana, quota 600m circa, o ancora da Noasca, quota 1050. Tutti ottimi punti di partenza, se non fosse che tra Noasca e Cersesole, la nuova provinciale si presenta con una bella e moderna galleria di 3.500m con pendenza non proprio trascurabile. Non bella, ne piacevole e sicura, per chi sale in bicicletta. La distanza da Courgè a Ceresole è di 38 chilometri, da Ceresole al Colle ci sono poco più di 18 chilometri. Non è nemmeno da escludere la partenza da Torino.

Parecchi anni fa alcuni audaci Turbolenti hanno affrontato la salita con partenza da Locana e per saltare la galleria hanno percorso la vecchia stradina, a quei tempi già bella devastata, che percorre le gole del torrente Orco. Non sappiamo, ora che siamo in procinto di tornare in zona, in che stato potremo trovare questo “antico tratturo”. Sarà diventato terreno esclusivo per le MTB? O forse è definitivamente abbandonata al degrado? il sogno sarebbe trovarlo recuperato e in perfetto stato di manutenzione…il sogno, appunto.

Abbiamo deciso di tornare per due ragioni:
– perchè è davvero un luogo incantevole,
– perchè vogliamo porre all’attenzione dell’Amministrazione Locale e dell’Ente Parco, il recupero di questo piccolo tratto di strada che agevolerebbe, incentivandolo, il turismo ciclistico. Quel nuovo turismo, in costante e forte crescita, fatto di ciclo-turisti sportivi, che non si accontentano degli ultimi 18km verso la vetta. Ciclisti che, macinando chilometri, cercano percorsi sicuri, non necessariamente protetti come le piste ciclabili, ma che consentano di evitare brutte sorprese come lunghe, rumorose e pericolose gallerie.

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Il turismo ciclistico

Il turismo ciclistico è una realtà in crescita ovunque nel mondo e l’Italia, non smetteremo mai di ripeterlo, è il sogno ciclistico di tutti i ciclisti sportivi del mondo. Allora perchè non promuovere iniziative strutturali, conservative e non invasive, che possano incentivare questo nuovo turismo ciclistico? è un segmento che offre ricadute economiche sul territorio, come ampiamente dimostrato in parecchie parti del mondo. Se ci fosse bisogno di qualche esempio, potremo produrre un lungo elenco di situazioni in cui la bicicletta, qualunque essa sia, ha prodotto risultati positivi sull’indotto turistico.
Il logico punto di partenza per il raduno Turbolento 2017 è quindiCeresole Reale a quota 1580m, in attesa del recupero alla ciclabilità del vecchio tratto di strada. Da qui restano poco più di 1000 metri di dislivello.
La strada che, partendo da Ceresole, sale per 18 chilometri emmezzo sino al colle del Nivolet, è stata costruita nel 1931, con lo scopo di raggiungere facilmente gli invasi artificiali situati a quota 2200 m.
Per salvaguardare il territorio e il Parco, da molti anni la strada prevede un sacrosanto divieto di transito ai mezzi motorizzati nei giorni festivi dal 9 luglio al 27 agosto 2017 dalle 9,00 alle 18,00 dalla località Serrù al Colle. Si potrebbe sicuramente estendere tale divieto, con la certezza che i frequentatori sensibili a tali modalità di mobilità, potrebbero solo aumentare.  Fino al Lago Serrù si può salire con la propria auto, oppure utilizzare la navetta che parte da Ceresole Reale, con numerose fermate lungo il tragitto. Gli ultimi sei chilometri possono essere percorsi esclusivamente a piedi, in bici oppure usufruendo del servizio di bus navetta in partenza ogni mezz’ora dal piazzale antistante la diga. Insistere, insistere, insistere. E recuperare alla viabilità ciclistica quei pochi chilometri panoramici, che consentirebbero alle bici, nonostante la pendenza, di evitare la pericolosa galleria. Sia in salita, che in discesa.

L’appuntamento

Domenica 23 luglio h. 10.00 salita da Ceresole al Colle per sensibilizzare l’amministrazione locale al recupero della vecchia strada abbandonata.

Carpe diem, noctem quoque.

 

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