Il Naviglio Grande a Bernate Ticino

Il Naviglio Grande a Bernate Ticino

La 200kmTurbolenta è una randonneè cicloturistica individuale, a coppie miste e femminili, a staffetta. Su terreno misto, particolarmente adatto a biciclette ibride, a quella da ciclocross, alle moderne 29′ comunque a tutte le biciclette da cicloturismo con ruote che non impallidiscono quando finisce la scorrevolezza dell’asfalto. Come l’ Eroica ci insegna.

Nel caso della 200km, solo il 10-12% del percorso sarà su strade sterrate ben tenute e pedalabili, con alcuni brevi tratti che richiedono più impegno e attenzione. Lo sterrato divide gli animi ciclistici, ma consente di restare il più possibile fuori dal traffico, apprezzando la natura, i boschi, il paesaggio della valle del Ticino. Lombarda e Piemontese. Vi chiediamo di esprimere un parere in merito, per tarare al meglio l’iniziativa, animata da spirito assolutamente cicloturistico.

Sintesi del percorso.

Non è facile sintetizzare in poche righe 200km di paesaggio rurale lombardo, sorprendente e contemplativo agli occhi di chi lo percorre alla lenta velocità di una bicicletta. Tra piccole stradine di campagna, non sempre con asfalto perfetto.

Si parte dal Naviglio tra Milano e  Corsico, seguendo l’alzaia fino a Gaggiano, da qui a destra (nord)
verso Cusago e Cisliano,  quindi Cerello, Batuello, Castellazzo de Barzi, Robecco in un susseguirsi di stradine zitte e tortuose, tra campi, minuscole frazioni e cascine ad ovest dell’area metropolitana tra Corbetta, Magenta e Abbiategrasso.
Da Robecco in direzione nord, sempre seguendo a ritroso la corrente del Naviglio, in parte sull’alzaia e in parte sulle solite piccole strade che permettono di restare fuori dal circuito del traffico, si raggiungono Carpenzago (da qui una prima variante più breve), Ponte Vecchio, Ponte Nuovo, Boffalora, Bernate, Castelletto di Cuggiono, Turbigo.

Si attraversa il Ticino al ponte in ferro di Turbigo per portarsi sulla sponda piemontese dove (km50) si pedala seguendo il Naviglio Langosco e quello Sforzesco, qui i primi tratti di percorso sterrato (per un paio di chiometri abbastanza impegnativo ma che consente di evitare il brutto passaggio dalla raffineria di Trecate) attraversando i comuni di Galliate, Trecate, Cerano, Cassolnovo per entrare a Vigevano con passaggio dalla splendida Piazza Ducale (km87).


Da qui la “strada vecchia” per Gambolò (o via della Presciutta), con ristoro nella ben attrezzata bocciofila. Si riparte in direzione Torrazza e Borgo San Siro (km100/metà percorso), di nuovo qualche chilometro di bella strada bianca per raggiungere Garlasco passando dal santuario dedicato alla Madonna della Bòzzola. Ancora chilometri di piccole strade verso Alagna, Scaldasole, Pieve Albignola, poi paralleli al corso del Po in un girovagare infinito e silenzioso su e giù dall’argine verso Mezzana, Zinasco, Sommo da dove si ripunta a nord per il rientro. Carbonara al Ticino, Villanova d’Ardenghi, l’argine ovest del Ticino, Zerbolò (km152) e il ponte di barche di Bereguardo (km158).
Ancora qualche divagazione su strade bianche per la Zelata e Besate, poi Morimondo, Caselle, Gudo Visconti e di nuovo Gaggiano, la ciclabile del Naviglio Grande, Trezzano, Corsico, Milano.

Sterrato o non sterrato? essere o non essere fuori dal traffico fracassone, attraversando boschi e pedalando un sogno? a voi l’ardua sentenza.

bollo turbolento

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