Gino Bartali è stato recentemente dichiarato ‘Giusto tra le nazioni‘ dallo Yad Vashem, il memoriale ufficiale israeliano delle vittime dell’olocausto fondato nel 1953. E’ un riconoscimento ai non-ebrei che hanno rischiato la propria vita per salvare quella degli altri, in questo caso gli ebrei dai campi nazisti.
Bartali si distinse per il coraggio con cui partecipò a salvare dalla deportazione alcune famiglie. Questa la motivazione al riconoscimento: “un cattolico devoto, nel corso dell’occupazione tedesca in Italia ha fatto parte di una rete di salvataggio che faceva capo al rabbino di Firenze Nathan Cassuto e all’arcivescovo della città, il cardinale Elia Angelo Dalla Costa. Ha agito come corriere della rete, nascondendo falsi documenti e carte nella sua bicicletta, trasportandoli attraverso le città, tutto con la scusa che si stava allenando. Pur a conoscenza dei rischi che la sua vita correva per aiutare gli ebrei, Bartali ha trasferito falsi documenti a vari contatti. Il periodo in cui lavorò più intensamente per mettere in salvo gli ebrei è tra il settembre 1943 e il giugno 1944”.

Ora uno spettacolo teatrale, tratto da “La corsa giusta” di Antonio Ferrara, ci ripropone il ricordo del Ginettaccio, più come uomo giusto che come grande campione. Venerdì 25 maggio alle ore 20.30 Spazio Banterle di Milano – Largo Corsia dei Servi 4

Con Federica Molteni, regia Carmen Pellegrinelli, scenografie Michele Eynard, foto di scena Andrea Crupi- Spazio CAM Bergamo, produzione Luna e GNAC Teatro, in collaborazione con la casa editrice Coccole Books.
Spettacolo inserito nel Palinsesto Novecento del Comune di Milano

Gino Bartali, a soli ventiquattro anni, rappresenta il ciclismo eroico degli anni ’30. Protagonista assoluto, ha un grande sogno: vincere Giro d’Italia e Tour de France nello stesso anno. Tuttavia la Storia, incarnata nel Fascismo, entra prepotentemente a cambiare per sempre la sua carriera: la sua vita sportiva viene piegata ai voleri e alle mire del Duce, che vede in Gino Bartali l’ambasciatore azzurro del fascismo nel mondo. Ma Bartali non ci sta, ed è qui che inizia la pagina meno nota della vita di Ginettaccio, che aderisce come staffetta alla rete clandestina organizzata dall’arcivescovo di Firenze Elia Dalla Costa. Una corsa giusta, nella speranza che il mondo cambi e ritrovi il suo senso.

Riduzione di 5€ sul biglietto di ingresso, a chi si presenta come Turbolento (vale la tessera UISP 2018)
Spazio Banterle di Milano (Largo Corsia dei Servi 4 – MM San Babila)

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