marcoPedalare inseguendo il sole dall’alba al tramonto: un giorno l’anno, una volta l’anno, fosse anche una volta nella vita, e tanto per vedere l’effetto che fa, forza e coraggio, anima e corpo, Coppi e Bartali, tormento ed estasi, gioia e dolori, guerra e pace, la pace dei sensi.

Pedalare inseguendo il sole da est a ovest: coast-to-coast, dall’Adriatico al Tirreno, da Cesenatico a Marina di Pisa, da Pantani a D’Annunzio, dalle prime luci agli ultimi fuochi, dal chilometro zero al chilometro duecentosettantacinque, dal Big Bang alla fine del mondo.

Pedalare inseguendo il sole: inseguendo anche un progetto, un sogno, un obiettivo, un traguardo, una meta, un’impresa personale e passionale, una promessa e una scommessa, un principio e un fine, una fine e un finale, un finale a lieto fine, fosse anche a sfinimento.

Pedalare inseguendo anche un ritmo, un’armonia, un’andatura, un silenzio, una direzione e una velocità, più lenta, più bassa, più ragionevole e allo stesso tempo più fantasiosa, più visionaria, più immaginifica, più e basta.

Pedalare inseguendo il sole fuori e dentro: perché la vita è stradale e la strada è vitale, perché la vita si fa strada e la strada si avvita, perché la pedalata ma anche i pensieri siano rotondi, leggeri, aeronautici, scivolosi, sciabili, in scia.

Pedalare inseguendo il sole su e giù: ma anche qua e là, salite e discese appenniniche, sali e scendi, sali e zuccheri, mangia e bevi, pane e acqua, a tutta, a tutta birra, a gamba piena, al tuo passo, al gancio, alla morte, finito come un calzino.

Pedalare inseguendo il sole come se il sole fosse una cometa, come se la cometa fosse uno striscione, come se lo striscione fosse l’arrivo, come se l’arrivo fosse il paradiso, come se il paradiso fosse terrestre e non solo celeste.

Pedalare inseguendo il sole come in un pellegrinaggio, come in una transumanza, come in un blues, come in un esodo, come in un’anabasi, come in un eterno ritorno, come in un’odissea, come in un viaggio, come in un’avventura e un’esplorazione.

“Chase the sun”: e se poi quel giorno – il giorno più lungo dell’anno: il 17 giugno, solstizio d’estate – il sole non c’è, impossibile che il sole non ci sia, il sole c’è sempre, anche al buio, anche di notte, anche sotto la pioggia, perché chi pedala è solare, e a forza di accumulare e risparmiare, non si spegne mai.

Marco Pastonesi

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