Norimberga by night

Norimberga by night

Considerazioni generali sul tracciato Il percorso è  iniziato dalla zona a ovest della capitale Berlino per terminare a Norimberga dopo circa  650 km complessivi; è stato suddiviso in cinque tappe: più lunga la prima (ca. km. 160) che si snoda tutta in piano, più breve la quarta (ca. 100 km.) che invece prevede alcune salite più  impegnative.

Si è voluto ripercorrere un tragitto che toccasse le città che rappresentarono alcuni importanti momenti della vita del frate agostiniano Martin Lutero, le teorie teologiche del quale hanno così fortemente e peculiarmente segnato il comportamento e la vita sociale – oltre che religiosa – del popolo tedesco in particolare e delle popolazioni transalpine e nordiche più in generale.

Si è cercato di seguire in particolare le piste riservate alla biciclette, anche se spesso ci si è ritrovati in diversi cul de sac  che hanno obbligato ad alcuni giri viziosi su terreni veramente impraticabili. Di conseguenza, soprattutto nella seconda parte del viaggio – salvo che le piste ciclabili non fossero più che bene segnalate – si è preferito restare sulle strade normali che comunque non sono mai risultate particolarmente affollate di traffico automobilistico o pesante (quest’ultimo utilizza di più la rete autostradale che in Germania è molto ramificata).

Descrizione del panorama e considerazioni socio-economiche Il tragitto attraversa nella prima parte paesaggi caratterizzati da piccoli laghetti e grandi campi coltivati (foto), per attraversare poi zone più boscose e collinari nella seconda parte (foto), e zone quasi alpine in Turingia. Nell’ultima parte le colline con i loro saliscendi si susseguono in modo quasi frenetico ed interminabile (foto), mettendo a dura prova le gambe che non riescono a trovare un ritmo regolare.

Il viaggio attraversa praticamente tutta la parte meridionale della ex DDR e si nota ancora una notevole differenza nello standard e nel tenore di vita della popolazione, decisamente più dimesso; molte sono ancora le case abbandonate e/o rimaste nelle condizioni dell’immediato dopoguerra. Si vede che lo Stato ha investito molto soprattutto nelle scuole – tutte nuove – nelle infrastrutture stradali e di comunicazione, nell’agricoltura. Per certi aspetti si avverte meno la cosiddetta globalizzazione che altrimenti tutto appiattisce nell’aspetto urbano. Ci sono ancora molte piccole officine artigianali, negozi più popolari, cibi rustici e casalinghi. Comunque anche qui spopola la cucina italiana: ristoranti, pizzerie e gelaterie italiane sono sempre piene di gente; d’altra parte la cucina tipica tedesca è molto monotona e “bisogna saperla apprezzare”. 

Laghetti nel Brandenburg

Laghetti nel Brandenburg

Attrezzatura utilizzata Ho utilizzato una bicicletta Bottecchia in alluminio, originariamente con un assetto ibrido, poi riadattata con un assetto più da corsa; cambio a tre moltipliche davanti e 7 marce dietro. Si tratta di una bici molto robusta, che ha ben sopportato, con anche il peso delle due borse laterali, tutto il viaggio, gli sterrati e soprattutto i lastricati delle vecchie strade “a dorso di mulo” della ex DDR (foto). Da parte mia ho cercato di portare il “corredo” minimo indispensabile, oltre a due borracce, kit per riparazioni d’emergenza, pompa, ecc.: un cambio di vestiario sportivo che ogni sera lavavo non appena arrivato a destinazione perché fosse asciutto alla mattina, giacca antipioggia, un paille di un colore non troppo sportivo che poteva andare bene anche la sera con un pantalone leggero ed una “polo”, un paio di scarpe leggere, spazzolino da denti e un piccolo pronto soccorso – smart phone e Garmin® 1000. Quest’ultimo peraltro si scaricava completamente dopo le prime 5/6 ore, percorsi i primi 100 chilometri: Ho dovuto ovviare anche con una cartina stradale.

Le condizioni climatiche sono state nel complesso buone, salvo una bufera di vento – contrario, naturalmente – il secondo giorno ed alcuni scrosci di pioggia alla partenza e soprattutto all’arrivo. Il “tappone di montagna” del quarto giorno invece si è svolto sotto un sole cocente che mi ha costretto poi la sera a reidratarmi con diversi boccali di birra !

1 – da Berlino a Wittenberg – Km 160 ca (45 saliscendi con dislivello totale di 445 m.) Sono partito – sotto la pioggia – appena a sud del Kurfürstendamm, per dirigermi verso la parte est della città. L’attraversamento è stato lungo in termini di tempo (la città è veramente molto grande) ma agevole perché su piste ciclabili. Nel Treptow Park, all’uscita della città, si passa a fianco di un monumento che deve essere visitato per la sua maestosità ed anche per la sua retorica estetica: il cimitero dei soldati russi morti nella battaglia per la presa di Berlino

Si segue quindi la bella pista ciclabile fino a Köpenick, ridente sobborgo di Berlino che si affaccia su uno dei tanti laghetti formati dal fiume Spree. Si prosegue poi per diversi chilometri sulle ciclabili che però poi si perdono. Quindi una piacevole campagna sempre piena di laghetti e paesini – con le loro strade interne a  “dorso di mulo” e mal lastricate – da sempre meta turistica dei berlinesi amanti della balneazione.

Si passa Königs Wusterhausen, con i suoi edifici neogotici di primo novecento assai ben restaurati. Si prosegue poi, sempre in pianura, ma ora attraversando boschi di ippocastani e platani, le ciclabili sono fiancheggiate da alberi di prugne.

Mittenwalde, Zössen, Luckenwalde ed infine Jüterbog. Qui, dopo 120 km, ci si può fermare in diversi simpatici localini. Jüterbog è la prima città di Lutero che incontriamo. E’ una bella cittadina medievale, cinta di mura e ben restaurata. Si lascia la regione del Brandenburgo per entrare nel Sachsen-Anhalt. Un ultimo sforzo di 40 chilometri e si arriva al nostro primo traguardo: Wittemberg. La città divenuta famosa perché qui, secondo la tradizione, Martin Lutero avrebbe affisso al portone della chiesa del castello le sue 95 tesi. La località è un grosso borgo in stile rinascimentale germanico, assai ben conservato. Molti i ristoranti con propria produzione di birra artigianale.

da Wittenberg ad Eisleben  circa 125 km – 62 saliscendi per 710 metri di dislivello

La giornata è stata caratterizzata da una vera e propria tempesta di vento da sud ovest. E’ stata la giornata fisicamente e psicologicamente più dura: oltre al vento contrario ho dovuto combattere con un Garmin®  che continuava a ficcarmi in inesistenti piste ciclabili che quasi sempre finivano in tratturi prima ed in campi coltivati poi, il tutto con un enorme dispendio di energia. L’arrivo ad Eisleben è stato una vera liberazione.

Il tragitto parte con una bella ciclabile che però dopo aver costeggiato un bel laghetto si perde. Cerco di seguire le strade principali chiedendo la strada ai passanti, ma nessuno sa come si arriva ad Eisleben ! Sono quindi costretto all’acquisto di una cartina stradale di “notevole peso”. L’itinerario si snoda in un paesaggio agricolo di grandi campi coltivati, già riarati che si alterna a fitti boschi. In questo tratto incontro cerbiatti e cicogne. A metà giornata mi concedo un’enorme coppa gelato con frutta, panna e sciroppi vari. Le barrette si sprecano lungo il percorso. Ma l’incontro più curioso e simpatico lo faccio in attesa del traghettino che mi deve portare al di là del fiume Saale, presso Wettin.

Pochi chilometri dopo il mio itinerario programmato mi fa affrontare una strada che sembra un muro: il cartello stradale indica una pendenza del 18%. A questo punto i 100 km nelle gambe, sempre col vento contro, mi autorizzano a scendere ed a percorre a piedi i 400 metri di salita.

Traghetto a Witten

Traghetto a Witten

Dopo altri 30 chilometri arrivo finalmente ad Eisleben, città natale di Martin Lutero (10 novembre 1483) e dove nella stessa è morto il 18 febbraio 1543. La cittadina è piccola e si sviluppa tutta intorno alla piazza dedicata, evidentemente, all’illustre concittadino.

3 – da Eisleben a Weimer (Bad Berka) – 106 km. (35 saliscendi per m. 1100 metri di dislivello).

E’ stata la tappa più riposante e tranquilla anche se si risentiva ancora di molto vento contrario. Sia le strade che le piste ciclabili sono meglio contrassegnate. I saliscendi sono meno frequenti ma più marcati: si comincia ad incontrare qualche salita più lunga ed importante, ma con pendenze sempre sotto il 7%.

Si attraversano prima due graziose cittadine: Querfurt e Nebra, da qui la ciclabile costeggia il fiume Unstrut in un paesaggio tranquillo e pittoresco. Dopo una decina di chilometri (siamo al 50simo km. circa) si affronta una prima salita più marcata: si lascia il Sachsen-Anhalt per entrare in Turingia, una regione caratterizzata da alti collinoni e grandi foreste che affronteremo soprattutto domani col “tappone di montagna”. Le piste ciclabili sono ora fiancheggiate non più da alberi di prugne ma da meli. Si passano Buttstädt e Sachsenhausen, si lascia ad ovest Erfurt, dove M. Lutero insegnò teologia alla locale università, per giungere poi finalmente a Weimer, una splendida città medievale e barocca, centro della cultura germanica nel settecento e nell’ottocento.

Lasciata Weimer si prosegue ancora per poco più di 25 chilometri per raggiungere Kranisfeld, un simpatico paesino di campagna lungo il fiume Ilm ed al centro del parco naturale della valle che prende il nome dal fiume.

4 – da Kranisfeld a Kronach – 105 km. con 3 più importanti salite e svariati saliscendi per complessivi 1.500 m. di dislivello.

Era la tappa più temuta che però è stata affrontata in una bella giornata di sole, seppure con un po’ di vento da sud-ovest. Si inizia continuando quasi in piano per la valle dell’Ilm, lungo una bellissima ciclabile immersa nel verde. Dopo Ilmenau la strada comincia ad inclinarsi in salita, attraversando le famose foreste della Turingia. La giornata è serena e di sole, ma i boschi proteggono dal gran caldo, almeno fino a Katzhütte. Qui inizia una salita di circa 10 chilometri con un tratto di 5 chilometri al 9% fisso. Si sale e la vegetazione, tipicamente alpina, si dirada, quindi mi tocca affrontare il tratto più ripido sotto il forte sole di mezzogiorno. La strada è molto bella, ampia con due corsie in salita con un fondo perfetto, ma anche un po’ troppo frequentata dal traffico automobilistico per essere considerata una “strada zitta”. La discesa lungo questo stradone è stupenda: ampie curve morbide e lunghi rettilinei, supero i 66 km/h ! Ma sono solo 2 km., poi seguono ancora due salite non molto lunghe e quindi una terza fino a raggiungere, al 68simo chilometro, la “cima Coppi” di tutto il viaggio: 800 m. di altezza sul livello del mare !!!

Si prosegue poi per circa quaranta chilometri in discesa – in un paesaggio alpino – anche se continuamente interrotti da improvvisi e ripidi saliscendi che spezzano il ritmo. Qui si attraversa quella che fino alle ore 12,21 del 29 novembre 1989 era la “Cortina di ferro”.

5 – da Kronach a Norimberga – 135 km. ( con più di 85 saliscendi, per complessivi 1430 metri di dislivello !)

Doveva essere l’ultima tappa, la cosiddetta “passerella”, ed invece si è rivelata estremamente impegnativa: l’itinerario presenta un succedersi continuo ed interminabile di saliscendi anche di poche centinaia di metri che non ti lascia né prendere il ritmo, né riprendere fiato. Si fanno 1.435 metri di dislivello per restare sempre ad un’altitudine tra i 300 e i 400 metri.

Paesaggisticamente l’itinerario è molto bello: siamo nella famosa Fränkische Schweiz (la Svizzera della Franconia), boschi di abeti anche a bassa quota. Si passa Kulmbach, nota per le sue acque limpide e di conseguenza per la sua famosa birra; poi Bayreuth, bellissima cittadina barocca, sede dell’importante festival wagneriano e non solo. Qui mi fermo e mi ristoro con una specie di fish and chips ed un grande gelato. Entrambi mediocri.

La grande strada statale per Norimberga è fiancheggiata dalla ciclabile quindi posso mandare a quel paese il Garmin ® che ormai si è scaricato dopo i soliti 100 km.

L’arrivo a Norimberga, una grande città, non è bellissimo: c’è molto traffico veloce e meno attenzione per i ciclisti. Resto strettamente sulle ciclabili.

In albergo, sito nel Hauptmarkt, la piazza del mercato di Norimberga, è già arrivato il mio grande pacco contenente la borsa per trasportare in treno la bicicletta: ordinata via mail è stata consegnata puntualmente in albergo e qui ritirata a mio nome. Tutto come organizzato.

Considerazioni finali L’itinerario è molto interessante dal punto di vista paesaggistico e culturale. Per poterlo godere più à a fondo sarebbe meglio avere a disposizione almeno due giorni in più, per alleggerire tutte le tappe. La stanchezza fa sì che negli ultimi trenta chilometri si soffra sempre un po’ troppo: non si vede l’ora di arrivare e non si gode quindi appieno di quanto ci sta intorno. Tappe di 80 chilometri l’una sarebbe l’ideale.

Giovanni Montagna – Turbolento

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