TURBOLENTO! CHI ERA COSTUI?

CLUB CICLISTICO ITALIANO

Turbolento! questo nome mi par bene d’averlo letto o sentito… dev’essere… anzi è il punto d’incontro tra la velocità e la lentezza, tra lo sport e il divertimento. Un nuovo modo di stare al mondo. Una filosofia di vita orientata al benessere psico-fisico, al pensare positivo, al rispetto dell’ambiente. Turbolento VeloClub è un Club Ciclistico Italiano nato nel 1993 e costituito “ufficialmente” nel 1995 come Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) riconosciuta dal Coni, affiliata UISP e Federciclismo. 

Motto del Club è carpe diem noctem quoque

Immaginiamo e realizziamo percorsi ciclistici, inediti e fuori dalla strade battute. Sosteniamo l’art.9 della nostra Costituzione che tutela il paesaggio italiano, cercando ogni giorno, in ogni attività, il bello da cui vorremmo essere sempre circondati. Con le Strade Zitte e gli ItalianVeloTours promuoviamo l’Italia in bicicletta scoprendone le tipicità, la cultura, i luoghi, le tradizioni, i sapori. Organizziamo raduni ciclistici come la Chase the Sun e la Gravel dei Navigli; le uscite BikeFitness, un vero e proprio corso di bici da corsa; il servizio Bike Rental, noleggio bici da corsa a Milano. Scarica la nostra storia (parziale) per saperne di più, o vai alla pagina attività.

Profilo del ciclista Turbolento

Il ciclista Turbolento vive e pedala in modo energico. Trova soddisfazione in ciò che fa, ma il desiderio del nuovo non è mai appagato. Vuole continuamente scoprire e curiosare. Si realizza nel produrre e consumare energia per sé e per gli altri. Tramite la fatica fisica migliora se stesso e si avvicina alla saggezza. Compete con sé e con gli altri, con un profondo rispetto per la natura umana e per il suo ambiente. E’ esigente con se stesso in primo luogo e con gli altri di conseguenza. Crede nei valori tradizionali, ma sostiene il progresso e l’innovazione quando contribuiscono a migliorare il mondo. Crede nell’immaginazione come fonte di progresso, elogia la tecnologia. Non si ferma alla semplice conoscenza delle cose, ma approfondisce. Non fa nulla tanto per fare. E’ un po’ filosofo e un po’ materialista. Sa aspettare. Possiede un elevato senso del dovere ed un altrettanto forte senso del piacere. Si realizza nelle cose difficili. Ama e rincorre continuamente l’efficienza, ma non perde la propria lucidità nel caos. Odia tre cose soprattutto: la pigrizia, l’ottusità e l’ignoranza. (Paolo Tagliacarne luglio 1994)

DICONO DI NOI

Dopo venticinque anni di Turbolenze, ecco cosa dicono di noi amici e soci.

Un po’ turbo e un po’ lenti. Cicloturisti, ciclofondisti, cicloamatori, ciclocrossisti, potendo anche pistard, o riciclati da altri sport…gente con un proprio ciclostile, nel senso di una propria cicloeleganza…nonché di una certa ciclocultura, essendo la loro maglia nera, un ciclomaggio a Luigi Malabrocca.

Turbolenti nell’anima e nell’anarchia, nell’immagine e nell’immaginazione, nel libeccio e forse anche nella libidine. Turbolentissimi sul Gavia, turbatissimi sul Mortirolo, disturbatissimi sul Tonale… Ogni volta che ce n’è bisogno, basta alzare il braccio, e invece dell’ammiraglia sopraggiungono i Turbolenti: per infoltire il gruppo, per inseguire una fuga, per tirare la loro parte.

Marco Pastonesi

Un pomeriggio d’estate sul Naviglio Grande. Paolo con la sua Cinelli, io con la mia bici pavè-repellente, le ruote più “fat” delle mie caviglie. L’appuntamento era più o meno al buio. Nel senso che ignoravo quanto l’ideatore di questo sito fosse sottilmente turbolento, dietro un’apparenza che non fa una piega. Soprattutto, non sapevo che mi avrebbe fatto abbracciare per la prima volta una bici da corsa. Si, perchè così è andata: ho dovuto abbarbicarmi a un manubrio che pareva sfuggirmi, come in un cartone animato, come dotato di vita propria, guardata storta dalle increspature dell’acqua. Sono passati alcuni mesi. Ho salvato una bici da corsa dalla discarica. E ho ricevuto il compito di fare almeno 700 km. Lui ne ha appena fatti 7000. Resta il dubbio: che sia turbo o lento? Mariateresa Montaruli

Turbolento è concetto che concilia due opposti ed indica la nostra propensione ad accogliere tutti, di qualunque provenienza o estrazione. Ciascuno di noi pedala e corre seguendo proprie inclinazioni personali: siamo tra noi diversi e, tuttavia, uniti dalla comune curiosità per la vita. Alcuni di noi hanno partecipato a competizioni durissime, estreme, altri non vanno oltre l’uscita domenicale. Si può, dunque, essere Turbolenti e misurare in modo differente l’intensità della propria passione. Unico requisito richiesto: una buona disponibilità verso gli altri. Il nome stesso dell’associazione esprime una contraddizione e a noi piace pensare un mondo ancora pieno di spazi da esplorare. Il Turbolento, in sintesi, non vive in libertà vigilata, ma vigila attentamente  sulla propria libertà. Paolo Della Sala

ASSOCIATI E PEDALA CON NOI

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