I luoghi della Chase the Sun secondo Giacomo Pellizzari

Sono i luoghi i veri protagonisti. Mica noialtri ciclisti.

Noi, al massimo, si è di passaggio. Piccoli esploratori a pedali dell’ignoto, astronauti della fatica verso un allunaggio bello e impossibile: il sole dall’alba al tramonto. Il Tirreno dopo l’Adriatico, 272 chilometri da fare, dopo averli soltanto sognati.

La prima luce ha il colore di Cesenatico e di Pantani. È tempo di bandana e pirati, di attacchi perduti e maglie gialle inseguite. Di mare, canali e campi di grano.

Si sale a fatica, tra un filare d’alberi e uno scorcio da brividi. Quaranta chilometri di polvere e quaranta di stelle.

Fanno ottanta: quelli per il Valico Tre Faggi. Passo appenninico non pervenuto, asteroide impazzito non rilevato dai radar. È lì e non doveva esserci. Con i suoi 930 metri è anche la Cima Coppi di giornata. 

Arriva la Sieve, fiume pazzo, ti zampilla di fianco come fosse un cane che ti rincorre per salutarti. Pedala e non ti fermare, cuore in gola e occhi fuori dalle orbite: tocca salire di nuovo, mannaggia.
È il Chianti, bellezza. Strappi cattivi, a volte persino spietati.
Fatti furbo: alleggerisci e contempla il paesaggio.

Magica Firenze. Eccoti di nuovo, seppur’ da un’altra prospettiva. Due ruote, mille bellezze.
Gioco perpetuo di luci incantate e rinascimentali. Il Ponte Vecchio sta lì, chissà se ci ha visto passare. 

Mezza Chase the Sun è pedalata. Ma ora corri. Dall’alba dobbiamo fuggire verso il tramonto, non c’è tempo da perdere. L’Adriatico ha già chiamato, ora tocca al Tirreno rispondere.

La strada che conduce a Vinci è una terzina dantesca: pura poesia.

E che dire della foresta di Staffoli? Piccola carreggiata che sa di vecchio e ruvido blues. I copertoni crocchiano, sobbalzano, stanchi si preparano all’ultima ondulazione. Buti. “La via della montagna” ci sorprende come una gemma nascosta: in un abbraccio unisce Lucca e Pisa. Due magie, due modi d’essere Toscana.

Piazza dei Miracoli, la Torre, il Battistero e il Duomo: Pisa è qui, noi siamo già oltre.

Ci chiama la Bigattiera, linea d’asfalto che i pisani usano per agguantare il mare e, forse – chissà – anche qualche sogno. Che al tramonto tutto viene meglio.

Ma c’è ancora tempo per una sorpresa. Si scrive Basilica di San Pietro in Grado, si legge “magia”.
Per il resto è Tirreno, che fa rima con traguardo.
Che fatica questi luoghi.

Giacomo Pellizzari per Chase the Sun Italia-Enervit 2018

 

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