carpe diemDUM LOQUIMUR FUGERIT INVIDA AETAS, CARPE DIEM, QUAM MINIMUM CREDULA POSTERO.

Intanto che noi siamo qui a parlare (ci perdiamo nelle parole) il tempo fugge (e non ritorna), cogli il tuo giorno (goditi il presente attimo per attimo) e non ti curare minimamente del domani (non credere a quello che verrà).

In genere carpe diem è tradotto con cogli l’attimo. Si tratta di una delle più celebri orazioni della latinità (le Odi di Orazio), diventata una delle filosofie di vita più influenti della storia, con differenti interpretazioni e sfaccettature, nella quale Orazio fece confluire tutta la potenza lirica della sua poesia. Il carpe diem di Orazio si fonda sulla considerazione che all’uomo non è dato di conoscere il futuro, né tantomeno di determinarlo. Solo sul presente l’uomo può intervenire e solo sul presente, quindi, devono concentrarsi le sue azioni.

Vale a dire: mentre siamo qui a perderci in chiacchiere, il tempo fugge (lett: è avido di fuggire), cogli, afferra, ruba, impadronisciti, di questo tuo giorno-attimo-momento, confidando il meno possibile nel domani. Altre interpretazioni/traduzioni: incurante di quel che sarà, o incurante di quello che gli altri, o i posteri, possono credere o pensare.
Carpe diem è l’essenza della vita, o una filosofia di vita che punta a valorizzare il presente. Unica parte di tempo su cui abbiamo un minimo di discrezionalità.

Noi Turbolenti ci siamo permessi di aggiungere al carpe diem, anche noctem quoque, letteralmente “anche la notte”, invitando a cogliere ogni attimo del giorno e della notte, perché i Turbolenti, si sa, hanno un forte senso del dovere e un altrettanto forte senso del piacere.

Vai alla pagina CHI SIAMO per saperne di più, o alla pagina COME ASSOCIARSI se ti piace la nostra filosofia.

 

bollo turbolento

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