Viva la bici.
Che cosa unisce la strada del Monte Grappa e la via Claudia Augusta, la storia di Ottavio Bottecchia al museo di Toni Bevilacqua, gli angeli di Coppi ai diavoli di Bartali?
Che cosa collega il teatro su Alfonsina Strada alla musica dei Tetes de Bois, una mostra sui teatrini di carta a un percorso fotografico e letterario, la chitarra di Guido Foddis all’armonica di Marco Ballestracci?
Quale parentela esiste fra Maria Canins che conquistò il Tour de France nel 1985 e nel 1986 e Antonio Uliana che visse da protagonista la tappa del Bondone nel Giro del 1956, e quale fra il Museo della bicicletta Toni Bevilacqua e il Parco delle
Dolomiti?
In tutti i casi, una sola è la risposta giusta: la bicicletta. E la bicicletta è sempre la risposta giusta: così silenziosa, così pulita, così economica, così svelta, così agile, così umana. Sono passati più di duecento anni da quando il barone tedesco Von Drais inventò un mezzo a due ruote con manubrio e sella, ma senza pedali, eppure già capace di sostituirsi a cavalli e carrozze. E da allora la bicicletta non ha mai perduto la propria vocazione alla modernità, il proprio istinto alla velocità, il proprio destino al futuro.

W LA BICI VIVA

Feltre si prepara a ospitare una festa della bicicletta: si intitola “W la bici viva”, si tiene dal 5 al 15 aprile, e accoglierà campioni e gregari, cicloviaggiatori e cicloartisti, giornalisti a pedali e scrittori a due ruote, è organizzata dal Comune di Feltre e dall’associazione Ti con Zero, con la direzione artistica di Fernanda Pessolano e il sostegno del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e di Sportful. Fra gli appuntamenti: l’inaugurazione di una biblioteca, specializzata nella bicicletta in tutte le sue forme letterarie, dai manuali ai saggi, dai romanzi alle biografie, dalle favole alle poesie. Fra i partecipanti, oltre a tutti quelli già citati, Sandro Donati, maestro dello sport e allenatore di atletica; Lorenzo Cremonesi del “Corriere della sera”; Claudio Gregori della “Gazzetta dello Sport”; lo scrittore e giornalista Marco Pastonesi; l’autore e pedalatore Alberto Fiorin. E tanti incontri, con studenti, anziani, disabili. Il festival è realizzato con la collaborazione di numerosi enti e associazioni del territorio.
Perché la bici può raccontare non solo storie rotonde, ma pure ovali. E perché la bici è sempre musica, ritmo, andatura.